pensioni 2019
pensioni 2019

Il sistema pensionistico italiano è complesso ed ha subito diversi cambiamenti nel corso degli ultimi anni. Soprattutto dopo l’entrata in vigore nel 2012 della riforma Fornero. 

Questo sistema pensionistico in Italia è gestito dall’INPS. La previdenza pubblica permette principalmente di accedere a due forme di pensione: quella di vecchiaia e quella anticipata.

L’organismo delle pensioni può subire dei mutamenti a seconda delle decisioni dei governi. Per questo se si vuole avere massima certezza sulle informazioni riferite alla propria condizione lavorativa è bene prendere appuntamento guardando agli orari di apertura Inps. 

Pensione di vecchiaia e anticipata 2019:

La pensione di vecchiaia permette di accedere al trattamento pensionistico una volta superata una certa età (che subisce mutamenti di anno in anno) e con 20 anni di contributi. 

Nel 2018, gli uomini e le donne del settore pubblico e privato possono andare in pensione a 66 anni con almeno 20 anni di contributi. 

La pensione anticipata invece permette di dare maggiore peso ai contributi versati rispetto al requisito anagrafico. Quindi, in sostanza, consente di andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica, una volta che si abbia perfezionato il requisito contributivo (anch’esso suscettibile di cambiamenti). 

Per quanto riguarda la pensione anticipata, nel 2018, fa sì che si possa andare in pensione con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, 42 e 10 mesi per gli uomini. Indipendentemente dall’età anagrafica. 

Differenze:

Vi sono però alcuni canali preferenziali rivolti, ad esempio, a coloro che hanno svolto i c.d. lavori usuranti, nonché per coloro che sono invalidi dall’80% in su, e per alcuni lavoratori del settore pubblico (si pensi a militare, vigili del fuoco, poliziotti ecc.) nonché per i lavoratori del trasporto pubblicoe per alcune categorie di lavoratori dello spettacolo. 

La possibilità di ritirarsi dal lavoro dopo 41 anni di contributi, senza guardare all’età anagrafica. E’ permessa anche ai lavoratori precoci, che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19esimo anno d’età e con particolari requisiti. 

Un’altra previsione del 2018 è l’APE sociale. Vale a dire un sistema destinato a lavoratori con particolari requisiti che permette di ritirarsi dal 63esimo anno d’età ricevendo un contributo e a condizione di avere versato almeno 30 anni di contributi.

Per i lavoratori senza queste caratteristiche l’anticipo è l’APE volontario, un anticipo della pensione, permesso da un prestito ventennale erogato dalla banca, da richiedere a 63 anni con 20 anni di contributi. 

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